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Dunque, bisogna sapere che il re degli gnomi viveva con la sua famiglia e i suoi amici in una valle. Abitavano lì da tanto tempo, da secoli, sembra, e avevano persino dato il nome alla valle: “La Valletta degli Gnomi”. Gli gnomi erano molto contenti di questa cosa. In fondo, la valle era stata la loro casa per tanto tempo ed era anche giusto che avesse preso il loro nome. E quel nome era rimasto fino ad ora. E così, l’attuale re degli gnomi regnava sulla Valletta e portava avanti la tradizione della sua famiglia. Il re degli gnomi non doveva solo governare e dirigere la vita dei suoi sudditi. Doveva anche prendersi cura della Valletta.
E c’erano così tante cose da fare! E coltiva la terra, e cura le piante, e semina le verdure, e bagna la terra, e accudisci gli animali, e fai crescere i fiori e accompagna i turisti. E sì perché il re degli gnomi era così bravo a fare tutte queste cose che era diventato molto famoso: l’avevano nominato “Gnomo dell’Anno” ed erano venuti persino a fargli un’intervista! La Valletta era diventata la meta di tante gite, e gnomi, elfi e folletti passavano là le loro vacanze e i fine settimana. Tutto ciò faceva molto piacere a CikCik - questo era il nome del re degli gnomi - ma lui ormai stava diventando un po' anziano e avrebbe dovuto nominare il suo successore. Gli spiaceva, un pochino, di abbandonare il suo ruolo di re, ma gli gnomi avevano delle leggi ben precise e bisognava seguirle. Un giorno arrivarono in visita alla Valletta delle persone davvero molto importanti. Erano il re degli Elfi in persona con la sua famiglia.
La regina degli gnomi si emozionò e cominciò a cucinare e a preparare gustosi pranzetti e CikCik accompagnò i suoi nuovi ospiti per la Valletta mostrando loro tutto quello che lui teneva con grande cura. Comunque, si sa come vanno queste cose. Alla fine delle vacanze, il figlio del re degli gnomi e la figlia del re degli elfi avevano deciso di sposarsi. “Gente strana quella - disse CikCik a suo figlio - Si svegliano al tramonto, vanno a dormire all’alba, e vanno al lago in autunno!”. A dire la verità, al figlio del re degli gnomi non sembravano cose poi così strane. “Vedi cara - stava intanto dicendo il re degli elfi alla sua figliola - gli gnomi non sono proprio come noi. Si svegliano all’alba, vanno a dormire al tramonto e vanno al mare in inverno!”. Anche la figlia del re degli elfi pensò che, in fondo, non erano cose poi così tanto strane.
E così il figlio del re degli gnomi e la figlia del re degli elfi decisero che si sarebbero sposati al tramonto di una bellissima giornata di primavera. Gli elfi si svegliarono un po' prima, gli gnomi andarono a dormire un po' dopo, si fece una grande festa e tutti furono felici. A dire il vero, la regina degli gnomi e il re degli elfi piansero anche un pochino, di nascosto, ma erano lacrime di gioia. CikCik sorrise. E sì, lui l’aveva capito subito! Quando aveva visto arrivare il re degli elfi con la sua famiglia aveva sentito che qualcosa sarebbe successo. E lui si sentiva le cose! Mancava ancora tanto tempo alla cerimonia. |

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Se solo sua moglie si fosse svegliata! Avrebbe potuto sfogarsi un po'! La regina degli gnomi, infatti, era molto paziente e ascoltava sempre suo marito, un po' brontolone. Adesso, però, stava ancora dormendo e il povero CikCik, tutto emozionato, non sapeva cosa fare. “Va beh, pazienza - pensò tra sé e sé - tra poco sarà l’alba, tutti si sveglieranno e così potrò parlare con qualcuno”. L’alba, però, era lontana. CikCik aveva ancora un po' di tempo per pensare e così pensò ... Dunque, dopo la festa per il matrimonio tra il figlio del re degli gnomi e la figlia del re degli elfi erano successe tante cose. Innanzi tutto, il matrimonio aveva destato molta curiosità. Mai gnomi ed elfi si erano sposati; cioè, uno gnomo sposava una gnoma ed un elfo sposava un’elfa, ma non era mai successo che uno gnomo sposasse un’elfa ed un’elfa sposasse uno gnomo! Questo aveva attirato l’interesse di molte persone - umani, voglio dire - esperti di magia e di favole, le famiglie erano state intervistate e tutta una serie di articoli era apparsa sulla più famosa rivista del settore “La Provincia Favolosa”. Quello che successe dopo fu ancora più grande e meraviglioso. Il re degli gnomi ed il re degli elfi diventarono nonni: era nato un bellissimo nipotino! Ci fu una grande gioia tra le famiglie e tutti accorrevano alla Cascina per vedere il piccolino. Il suo nome era Pucki, ed era proprio bello! Aveva i capelli biondi come gli elfi, e i ricciolini come gli gnomi, gli occhi castani come gli elfi, un po' a punta come gli gnomi, le orecchie rotonde come gli elfi e un po' di pancina come gli gnomi. E aveva anche le ali, come gli elfi, solo che erano piccoline, così piccoline che quasi non si vedevano neanche. “Oh, è proprio una meraviglia! Assomiglia tutto a noi!” dicevano i parenti elfi.
“Oh che bello! Come ci assomiglia” dicevano i parenti gnomi. La notizia si sparse velocemente ed elfi, gnomi e folletti arrivarono alla Valletta per partecipare alla festa in onore di
Pucki.
La notizia si sparse velocemente anche tra gli umani esperti di magia e di favole, le famiglie erano state intervistate, articoli e foto erano apparsi sulla rivista “La Provincia Favolosa”. La Valletta era diventata meta di turisti che arrivavano da ogni parte per vedere il piccolo Pucki e fare delle foto con lui e la sua famiglia. Era proprio una bella cosa vedere gli gnomi e gli elfi e i folletti tutti insieme agli umani! CikCik aveva molto da fare per portare in giro i turisti e mostrare loro la Valletta e sua moglie continuava a cucinare e a preparare gustosi pranzetti. Gli elfi davano il loro contributo intrattenendo i figli degli esseri umani - quegli strani omini così alti! - e giocando con loro, e i folletti cantavano e ballavano, rallegrando, così, l’atmosfera. “Tutto bene, caro?” chiese la regina degli gnomi. Finalmente si è svegliata- pensò CikCik che adesso poteva brontolare un po' sapendo che sua moglie, come sempre, lo avrebbe ascoltato con pazienza. |
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“Certamente!” rispose CikCik, che non avrebbe mai ammesso di essere emozionato. “Anzi, guarda sono già pronto, vestito e pettinato per la cerimonia. Presto, alzati e preparati anche tu”. La regina degli gnomi sospirò. Non era il caso di ricordargli che era appena sorta l’alba e che, essendo la cerimonia al tramonto, ce n’era ancora di tempo per prepararsi!
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